Shiatsu

Lo Shiatsu, letteralmente digitopressione, è una forma di manipolazione rivolta al miglioramento delle condizioni fisiche e psichiche della persona.

La sua codificazione ufficiale risale agli anni fra il 1910 e il 1920 in Giappone, ma le sue radici, cioè i principi sui quali si basa, affondano nelle teorie mediche e filosofiche dell’antica Cina: MTC, medicina tradizionale cinese, teoria dei meridiani, punti dell’agopuntura.

Il “qi”, in cinese, o “ki”, in giapponese, secondo tali teorie, è un principio unitario energetico che pervade e dà vita a tutte le cose, e nel corpo umano predilige alcuni canali (i meridiani) in cui scorrere.

Nello Shiatsu l’operatore interagisce con il sistema energetico del ricevente portando pressioni controllate sul corpo con le mani, i pollici, i gomiti, le ginocchia, ed attuando delle tecniche di mobilizzazione articolare.

Dare movimento all’energia del ricevente aiuta un processo naturale di attivazione, o riequilibrio, delle risorse vitali.

Lo Shiatsu è rivolto a tutti coloro che, a partire da un bisogno, sia esso fisico (dovuto a dolori o problemi articolari), sia esso psichico (quale ansia, insonnia, stress o altro), vogliono sperimentare una visione unitaria del Sé mente-corpo e, attraverso il contatto con la terra prima di tutto (lo Shiatsu si pratica a terra, su un futon) e con le mani di un operatore poi, lasciare che il proprio sistema energetico sia sostenuto, aiutato, nel suo naturale funzionamento.

Chi riceve trattamenti ha in questo senso un ruolo attivo, si lascia andare, manipolare, certo, ma attento alle piccole e grandi sensazioni e cambiamenti che avvengono.

Si può dire che sia per l’operatore che per il ricevente si tratta di un percorso di conoscenza, da fare insieme.

Il tocco è lo strumento dello Shiatsu: “Un grande privilegio toccare un altro essere umano e ricordargli la sua bellezza”.